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IL CONSIGLIO COMUNALE DI VICENZA APPROVA UNA MOZIONE SUL FUTURO DI IPAB PER I MINORI.
sala Bernarda

IL CONSIGLIO COMUNALE DI VICENZA APPROVA UNA MOZIONE SUL FUTURO DI IPAB PER I MINORI.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI VICENZA APPROVA UNA MOZIONE SUL FUTURO DI IPAB PER I MINORI.

Il Consiglio Comunale di Vicenza, nella seduta del 10 aprile scorso, ha approvato una mozione sul futuro delle IPAB di più piccola dimensione, partendo dall’esempio e dall’operatività di IPAB per i Minori di Vicenza.

La mozione, quale atto di indirizzo politico, impegna l’Amministrazione Comunale a farsi carico, soprattutto nei confronti della Regione, di diverse specifiche esigenze delle IPAB più piccole, a partire dall’esenzione da alcuni tributi e dalla semplificazione delle procedure. La proposta approvata dal Consiglio Comunale con voto unanime, nasce in Commissione consiliare “Servizi alla persona”, sottoscritta trasversalmente da Consiglieri di tutti gli schieramenti politici.

“Desidero ringraziare il Presidente della Commissione, Raffaele Colombora, e tutti i componenti per l’ottimo lavoro svolto -dichiara il Presidente di IPAB per i Minori di Vicenza, prof. Mario Zocche– e per l’attività di audizione operata nei mesi scorsi proprio in preparazione del testo della mozione. Credo che il messaggio che parte dal Consiglio Comunale di Vicenza sia estremamente positivo: invita a proseguire con la fusione di realtà spesso molto piccole che operano nello stesso ambito d’intervento, chiede ai parlamentari vicentini di farsi promotori di una specifica esenzione da alcuni tributi per le IPAB, che quali Enti pubblici potrebbero così aumentare l’offerta di servizi alla cittadinanza, ed invita la Regione a considerare maggiormente, all’interno del processo di riforma delle IPAB anche le realtà istituzionali prive di posti letto di ricovero e statutariamente preposte ad esigenze diverse della popolazione rispetto alla terza età.”.

“Credo che essere partiti dall’esempio di IPAB per i Minori di Vicenza -dichiara il prof. Raffalele Colombara, Presidente della Commissione Consiliare ‘Servizi alla persona’– sia stato importante. IPAB per i Minori di Vicenza nasce nel 2014 dalla fusione di quattro piccolissime Opere Pie ed è stata così in grado di razionalizzare la spesa e di raggiungere termini di efficienza assai elevati. Occorre proseguire nel processo di fusione di realtà simili, anche nella nostra città, e la Regione deve aprire uno specifico focus rivolto alle IPAB che svolgono servizi diversi rispetto al ricovero e alla cura degli anziani. IPAB è infatti una sigla associata comunemente alle case di riposo -prosegue il Presidente Colombara- ma la realtà istituzionale nella nostra regione è assai più ricca e diversificata. Il processo di riforma del settore deve considerare l’evoluzione dell’istituto delle IPAB a tutto campo.”.

“Il tema della tassazione locale è assai delicato -interviene il Presidente di IPAB per i Minori Zocche- e vede una contraddizione in termini. Faccio l’esempio dell’IPAB che mi onoro di presiedere, che versa decine e decine di migliaia di euro in tassazione degli immobili al Comune di Vicenza, ente dal quale è funzionalmente e statutariamente delegata per operare per la tutela dei minori. Se il Legislatore, come chiesto giustamente dalla mozione, operasse una esenzione a favore delle IPAB per le parti di patrimonio costitutivo, queste avrebbero più risorse per agire nei settori di intervento sociale che le stesse comunità locali attribuiscono loro.”.

“L’appello al Legislatore -conclude il Presidente Colombara- può avere una valenza nazionale: sono migliaia le realtà istituzionali in Italia che versano tributi locali allo stesso comune che le ha istituite, che ne nomina i vertici e che delega loro le funzioni, attribuendo magari anche risorse per il loro funzionamento. E’ necessario prevedere un’esenzione dai tributi locali di quel patrimonio immobiliare, spesso frutto di donazioni e lasciti secolari, che consentono alle IPAB, istituzioni di carità, di operare ancora nel campo della tutela dei minori, degli anziani, dei disabili e delle fasce comunque più deboli della popolazione.”.

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